Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze

Un’opportunità per questioni di natura fiscale e commerciale collegate ai decreti COVID-19

L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze e con il Servizio Nuove Imprese di PromoFirenze offre l’opportunità di interagire con i propri professionisti volontari per questioni di natura fiscale e commerciale collegate ai decreti emanati dal Governo Italiano causa COVID-19.

PromoFirenze, per superare le barriere legate all’emergenza coronavirus, attraverso il suo sito si pone l’obiettivo di facilitare tale interazione in modalità on line e di creare una specifica sezione FAQ.
Le mail di risposta per esigenza di immediatezza e di approfondimenti saranno inviate direttamente da due professionisti volontari iscritti all’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze e contribuiranno alla formazione delle domande frequenti.

Chiedi al Commercialista è un servizio gratuito?

Si è un servizio gratuito.

La socia di una SNC, che lavora esclusivamente sul turismo straniero a Firenze, intende sospendere l’attività fino a marzo 2021. Quali sono le comunicazioni/adempimenti da fare?

 In merito alla domanda si specifica quanto segue:
–    Va inoltrata pratica al registro Imprese con la comunicazione di aver sospeso l’attività entro 30 gg.
–    Nessuna pratica all’Agenzia delle Entrate
–    la dichiarazione dei redditi in quanto socia la farà indipendentemente dai minori redditi conseguiti, in quanto, come socia di SNC, i redditi vengono a Lei attribuiti e pertanto dichiarati secondo il c.d. principio di trasparenza. In sostanza i redditi o le perdite vengono attribuiti ai soci presenti al 31/12 indipendentemente dall’effettiva percezione degli stessi.
–    Occhio soprattutto all’aspetto previdenziale perché esisterebbe un meccanismo automatico di sospensione dei contributi INPS personali nel caso di sospensione di attività, ma non sempre ciò avviene. E’ bene quindi seguire la pratica anche attraverso i contatti con la sede INPS di riferimento.
–    Poi c’è tutta la parte gestionale da seguire a partire dall’eventuale canone di locazione per cui è necessario accordarsi con il proprietario per sospendere od almeno diminuire il canone.

Sono un libero professionista iscritto alla gestione separata INPS, che ha beneficiato a marzo dell’indennità di 600 euro, sono in attesa dell’erogazione automatica sempre di 600€ per il mese di aprile. La mia domanda è la seguente: cosa occorre fare e come devo calcolare e dimostrare che il reddito del secondo bimestre 2020 si è ridotto del 33% o più rispetto a quello del secondo bimestre 2019?

La situazione oggetto del quesito da lei posto (professionista iscritto alla Gestione Separata INPS titolare di partita IVA) è trattata all’art.84 del c.d. “decreto Rilancio”.

Rispondendo al quesito, la norma prevede che il reddito del bimestre marzo/aprile sia determinato “secondo il principio di cassa, come differenza tra compensi percepiti e costi sostenuti nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese eventuali quote di ammortamento”.

Quindi sarà necessario predisporre un vero e proprio conto economico del periodo marzo/aprile 2020 conteggiando:

a)      I compensi percepiti (quindi incassatinon quelli fatturati) nel periodo;

b)      Meno le spese inerenti l’attività sostenute (quindi pagate) nel periodo, alle quali si sommano gli eventuali ammortamenti su beni strumentali, rapportati a due dodicesimi.

Il risultato di tale conto economico, va poi confrontato con il risultato di analogo conto economico riferito allo stesso periodo del 2019. Se la diminuzione del risultato di periodo è superiore al 33%, spetta l’indennità, che andrà richiesta direttamente all’INPS con apposita procedura (ancora non disponibile) nella quale sarà richiesto di autocertificare la riduzione di reddito.

Inoltre, nel caso in cui il professionista ricada nel regime forfettario, la procedura è la stessa, si può ragionevolmente ritenere che il reddito dei due periodi vada semplicemente calcolato con le regole del regime forfettario (compensi percepiti nel periodo moltiplicato per la percentuale di redditività prevista dalla legge, senza considerare costi né ammortamenti).

Superbonus del 110% - Chiedo riguardo al finanziamento del Superbonus del 110% anche per le seconde case, perché interessato a ristrutturare una seconda casa di proprietà in campagna. Vorrei sapere anche se ci sono determinate precise ditte preposte per l’attuazione della ristrutturazione. Le richiedo possibilmente tutte le delucidazioni riguardo a questo argomento.

L’art. 119 del DL n. 34/2020 (c.d. Decreto “Rilancio”), prevede l’incremento al 110% dell’aliquota della detrazione spettante per specifici interventi di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, nel caso le spese siano sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2021, prevedendo altresì che l’agevolazione debba essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

Sempre all’interno del DL “Rilancio”, con l’art. 121, viene previsto che i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per determinati interventi (e non solo quelli di cui all’art. 119 DL 34/2020) potranno optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione di cui sopra, alternativamente tra:

  • sconto sul corrispettivo, ovvero un contributo pari alla detrazione che verrebbe anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi;
  • per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, fra i quali istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Occorre all’uopo precisare che siamo tutt’ora in attesa di un Decreto attuativo ed opportune delucidazioni/ istruzioni in merito. Si prevede ed è auspicabile che entro la fine del mese corrente sarà possibile avere maggiori informazioni, con la consapevolezza tuttavia che alcuni “punti” del decreto potrebbero variare anche in sede di conversione in legge.

Quindi, nella risposta che ci apprestiamo a darLe, l’uso del condizionale è d’obbligo:

Nel caso da Lei prospettato ci sembra di capire che l’interesse sia rivolto principalmente alla detrazione del 110% da utilizzare come sconto sul corrispettivo (prima soluzione di cui sopra) ed alla possibilità di utilizzarlo per interventi realizzati su una “seconda casa”.

Specifichiamo innanzitutto che, in base alla tipologia di intervento che intende effettuare, varierà la percentuale della detrazione spettante e quindi l’ammontare del credito che successivamente sarà oggetto di cessione. Non tutti gli interventi potranno quindi beneficiare della percentuale maggiorata, occorrerà quindi prestare particolare attenzione a questo aspetto.

In base all’attuale formulazione del Decreto, sempre in attesa di conoscere le probabili modifiche che verranno apportate in Parlamento in sede di conversione in Legge, in riferimento alle “seconde case” sarà possibile fruire del c.d. superbonus purché non siano edifici unifamiliari, ovvero le classiche ville/villette in campagna, al mare o in montagna tenute a disposizione.
Infine, in merito all’esistenza di aziende disposte ad effettuare l’intervento sull’immobile ed a concedere uno sconto in fattura non abbiamo notizie certe, almeno fino a quando non verranno definite chiare modalità di cessione del credito d’imposta ed adempimenti annessi e connessi.

Ci permettiamo tuttavia di condividere una nostra riflessione sul punto, ovvero che difficilmente un’azienda locale avrà la forza (leggasi liquidità) necessaria per ricevere crediti (anziché denaro) come contropartita della realizzazione degli interventi su un immobile, senza un adeguato sostegno da parte di istituti creditizi e finanziari. Probabilmente qualche grande azienda Italiana o multinazionale avrà previsto di offrire prestazioni e servizi simili, ma allo stato attuale non ci è possibile indicarLe una società specifica alla quale rivolgersi.

Da prendere in considerazione invece è la cessione del credito da parte sua direttamente ad istituti quali banche od altri intermediari finanziari.

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